Emilio Rescigno: trekking dell'Anapurna
Dal circuito dell'Anapurna sino alla giungla di Chitwan passando tra alcune delle localita' piu' belle e suggestive del territorio Nepalese. Questo reportage e' il sunto del viaggio durato 24 giorni, dal 12 ottobre al 5 novembre 2010, da me effettuato al seguito della guida finalese Carlo Mamberto.
Nove giorni sono stati impegnati per arrivare al campo base Anapurna (4130 m.), i km percorsi a piedi sono stati circa 150, con un dislivello 8000/6000, tra paesaggi e foreste da fiaba. Attualmente la mostra prosegue il suo viaggio itinerante nella sua forma completa o in forma ridotta in numerose citta' italiane. Alcuni appuntamenti del 2011: Savona, in darsena presso il Centro Jonathan a fine giugno, a Roma (a cura del Consolato Nepalese entro la fine dell'anno), a settembre presso la stanza internazionale della poesia di Palazzo Ducale a Genova.
Questa gallery comprende il reportage nella sua forma piu' completa, la stessa che ho proiettato presso la sede del CAI di Loano e che e' possibile, previ accordi, portare in visione presso chi ne faccia richiesta. Si tratta di una gallery di 350 immagini in alta definizione (qui in risoluzione ridotta per esigenze di scaricamento) la quale comprende anche tutte le immagini della mostra montate in dissolvenza incrociata per una durata complessiva di 35 minuti.
Il filmato e' accompagnato da una colonna sonora estremamente rilassante,ideata appositamente per la meditazione e il relax. Se non vi piace bastera' inibire il volume.
L'ipotetico viaggiatore viene preso per mano, iniziando un viaggio virtuale che lo invita, dapprima a vedere alcuni momenti delle fasi di quella che e' stata la Mostra per poi salire idealmente con me sull'aereo che lo portera' a visitare luoghi decisamente suggestivi e apparentemente non alla portata di tutti. Le immagini sono montate in ordine temporale proprio per dare il piu' possibile l'esatta idea di quello che e' stato il nostro modo di procedere giorno per giorno. La visione in forma ridotta di questa gallery pur riducendo in parte l'impatto e le sensazioni provenienti da questi luoghi e dalle persone che vi dimorano consente comunque a chiunque di farsi una idea di questa esperienza che, invito assolutamente a ripetere da parte di tutti coloro che sono attratti e interessati a scoprire o riscoprire questi posti meravigliosi dove ciascuno puo' trovare oltre che alla bellezza dei luoghi talvolta anche delle risposte esistenziali. Ogni informazione inerente questo o altri viaggi puo' essere richiesta direttamente a Carlo Mamberto (www.viaggiaconcarlo.it)
Recensione sulla mostra Namaste' scritta dalla poetessa romana e scrittrice Antonella Pedicelli:
La nuova esperienza creativa di Emilio permette di stabilire un contatto forte e tangibile tra quei mondi che appartengono a ciascuno di noi, fuori da ogni limitazione e spazio temporale: interno ed esterno, spirito e materia, sogno e realta', vita e morte. La percezione dell'Assoluto diventa un costante punto di riferimento accanto alla magica presenza della luce, come simbolo di unione tra quegli opposti nei quali giochiamo costantemente la nostra condotta di vita.
Il viaggio, ancora una volta diventa per Emilio, consapevolezza e spiritualita', acccessibile a tutti coloro che riescono ad entrare nel cuore delle sue immagini. La bellezza prende corpo come forza sovrumana nell'ascolto di quel sottile canto che giunge dalla roccia primordiale di montagne eterne, chiamate ad espandere la nostra stessa umana struttura. Il Nepal di Emilio suggerisce il ritorno alla via dell'armonia, come presa di coscienza delle cose, della loro mutazione, tra gli illusori aspetti dello spazio e del tempo. Lo stesso concetto di vuoto offre qui, allo sguardo, uno stato di liberta' che domina il caos quotidiano della mente e dei suoi pensieri: la voce del silenzio crea l'armonia dentro di noi e risveglia il senso del mistero, come componente vitale di una umanita' sempre in cerca di se stessa. Emilio ha il dono di evocare emozioni profonde attraverso gli occhi e il cuore; la sua natura e' il miglior artista che lui stesso puo' scegliere di incontrare, in quel costante dialogo tra il mondo spirituale e quello fisico...che il viaggio cominci!.
Namaste': la parola significa letteralmente - mi inchino a te -, e deriva dal sanscrito: namas (inchinarsi, salutare con reverenza) e te (a te).
A questa parola e' pero' implicitamente associata una valenza spirituale, per cui essa puo' forse essere tradotta in modo piu' completo con: le qualita' divine che sono in me si inchinano alle qualita' divine che sono in te, o anche, meno sinteticamente, - unisco il mio corpo e la mente, concentrandomi sul mio potenziale divino, e mi inchino allo stesso potenziale che e' in te - . In sostanza, dunque, il significato ultimo del saluto e' quello di riconoscere la sacralita' di ognuno di noi. Oltre a essere un saluto buddhista, e' anche indu', che vuol dire: - mi inchino alla luce di Dio che c'e' in te -.