INTRODUZIONE
Lascio scivolare la penna sul foglio, permetto alla luce di creare nei miei pensieri la bellezza del sogno e osservo Emilio attraverso una goccia di acqua rubata al mare di Finale; i suoi occhi sono bagnati di pioggia e il vento gli offre la sua musica. Emilio ci racconta la esperienza umana del suo viaggio nelle immagini, percorre in silenzio lo spazio che non ha confini e lo colma della sua intima percezione del bello; non trovo parole altamente ispirate per parlare di lui, ma mi sento regina del suo viaggio e permetto al mio corpo di
sciogliere il laccio che trattiene emozioni e piacere: custode di una antica saggezza, egli ha il dono di rendere viva la materia terrena. L' occhio del poeta cattura l' attimo e in esso esprime l' eterno; le immagini di Emilio chiedono di essere ascoltate, percepite e tradotte nel linguaggio intimo che appartiene alla sfera del nostro sentire.
Il mondo stesso diventa familiare e l' attenzione, naturalmente ispirata, consente all' occhio il riconoscimento del particolare, nel mutevole divenire, catturato magistralmente dallo scatto perfetto di Emilio, nel suo incontro con la luce.
Antonella Pedicelli |